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Bassotto Tedesco FCI/ENCI vs Bassotto Pie Bald WDF/ICBD

13/05/2026

Il confronto tra un Bassotto Tedesco standard FCI con pedigree ENCI e un Bassotto Pie Bald standard WDF con certificazione genealogica privatistica ICBD evidenzia in modo ancora più chiaro il rischio di una normativa che voglia creare differenze giuridiche non sulla base del cane reale, ma sulla base del tipo di pedigree.

Il Bassotto è razza riconosciuta dalla FCI con standard n. 148, appartenente al Gruppo 4 “Dachshunds”; lo standard FCI/ENCI prevede varietà per taglia e pelo, e disciplina anche colori e mantelli ammessi nel circuito ufficiale. Il sistema ICBD/WDF, invece, dichiara espressamente che le proprie certificazioni genealogiche sono privatistiche, valide nel circuito associativo ICBD/WDF, non equivalenti a pedigree ENCI e non costitutive di iscrizione nel libro genealogico ufficiale italiano.

Questa distinzione è legittima se resta sul piano corretto: registro genealogico, standard di riferimento, circuito associativo e informazione commerciale. Diventa invece problematica se una norma pubblica la usa per creare una differenza di trattamento tra cani.

1. Due cani, due registri, ma non due “dignità” giuridiche

Nel primo caso abbiamo un Bassotto Tedesco FCI/ENCI, con pedigree rilasciato nel circuito ufficiale riconosciuto in Italia. È il soggetto che può essere venduto e presentato come Bassotto Tedesco di razza secondo il sistema ENCI/FCI.

Nel secondo caso abbiamo un Bassotto Pie Bald WDF/ICBD, cioè un soggetto che può avere una genealogia documentata in un circuito privatistico, con uno standard alternativo che ammette o disciplina una colorazione non necessariamente riconosciuta dallo standard FCI/ENCI.

Il punto centrale è questo: il secondo soggetto non deve essere presentato falsamente come Bassotto Tedesco ENCI/FCI. Ma questo non significa che sia inesistente, illecito, privo di genealogia o automaticamente “meticcio”.

La differenza corretta è:

Bassotto FCI/ENCI = soggetto riconosciuto nel libro genealogico ufficiale ENCI/FCI.

Bassotto Pie Bald WDF/ICBD = soggetto con certificazione genealogica privatistica, esterna al sistema ENCI/FCI, da dichiarare con trasparenza.

Questa è una distinzione documentale. Non dovrebbe diventare una distinzione di valore, di pericolosità o di legittimità del cane.

2. La normativa attuale consente la cessione e la vendita, purché non vi sia inganno

L’attuale quadro italiano vieta la vendita di cani proposti come “di razza” senza che questa qualità sia attestata dal pedigree previsto dal sistema riconosciuto. ENCI richiama il D.Lgs. 529/1992 proprio in questi termini: per la legislazione italiana, la vendita di cani proposti come “di razza” senza pedigree è vietata.

Questo però non va confuso con un divieto assoluto di allevare, riprodurre o cedere cani privi di pedigree ENCI.

La questione è la qualificazione commerciale.

Un allevatore non può vendere un cane come “Bassotto Tedesco ENCI” se quel cane non ha pedigree ENCI. Ma può cedere o vendere un cane dichiarando correttamente che si tratta di un soggetto con certificazione privatistica ICBD/WDF, non ENCI, non FCI, appartenente a un diverso sistema associativo.

Quindi, nella logica attuale:

il Bassotto FCI/ENCI può essere venduto come Bassotto Tedesco di razza riconosciuta ENCI/FCI;

il Bassotto Pie Bald WDF/ICBD può essere venduto come soggetto certificato privatisticamente ICBD/WDF, purché non venga presentato come ENCI/FCI.

La legge, quindi, non elimina automaticamente il secondo caso. Pretende trasparenza.

3. Il Pie Bald non è una prova di pericolosità né di assenza di genealogia

La colorazione o pezzatura Pie Bald riguarda il mantello. In genetica del colore, il piebald spotting è associato al locus S/MITF ed è presente in numerose razze canine; la quantità di bianco può variare in base alla combinazione genetica.

Che una determinata colorazione sia ammessa o non ammessa in uno standard ufficiale è un tema cinotecnico. Può incidere sull’iscrizione in un registro, sull’accesso alle esposizioni, sulla conformità allo standard ENCI/FCI. Ma non dimostra automaticamente che il cane sia malato, pericoloso, privo di identità o indegno di essere allevato.

Il criterio serio dovrebbe essere un altro: controlli sanitari, genealogia, correttezza riproduttiva, assenza di patologie note, gestione responsabile, tracciabilità, informazione all’acquirente.

Una colorazione non riconosciuta da ENCI/FCI non può diventare, da sola, un marchio di inferiorità giuridica.

4. Il rischio della nuova normativa: trasformare il pedigree in una barriera

Il problema nasce se il DDL 1572, o qualsiasi altra normativa simile, introducesse un trattamento diverso tra cane con pedigree ENCI e cane con altra documentazione genealogica.

A quel punto, il confronto tra i due Bassotti sarebbe emblematico:

Soggetto Documento Possibile trattamento distorto
Bassotto Tedesco standard FCI Pedigree ENCI Cane pienamente riconosciuto e potenzialmente agevolato
Bassotto Pie Bald standard WDF Certificazione genealogica ICBD Cane esterno al sistema, potenzialmente assimilato a “non riconosciuto”, “meticcio” o “incrocio”

Questa distinzione sarebbe fragile perché non nasce da una valutazione del cane. Nasce dalla provenienza del certificato.

Un Bassotto Pie Bald WDF/ICBD, sano, tracciato, seguito da veterinari, selezionato con criterio e correttamente dichiarato, verrebbe trattato peggio di un Bassotto FCI/ENCI non per un rischio reale, ma perché il suo documento non proviene dal circuito ENCI.

Questa non è sicurezza. È selezione burocratica.

5. “Non ENCI” non significa automaticamente “meticcio”

È fondamentale evitare una semplificazione pericolosa: non ENCI non significa automaticamente meticcio.

Un cane può essere fuori dal circuito ENCI per molte ragioni:

può appartenere a un registro estero;

può essere iscritto a un circuito privatistico;

può essere conforme a uno standard alternativo;

può avere una genealogia documentata ma non riconosciuta da ENCI;

può essere un soggetto selezionato per varianti non ammesse nello standard FCI;

oppure può essere realmente un meticcio o un incrocio.

Mettere tutte queste situazioni nello stesso contenitore significa cancellare la realtà.

Nel caso del Bassotto Pie Bald ICBD/WDF, il punto non è necessariamente l’assenza totale di genealogia. Il punto è che la genealogia appartiene a un circuito differente. Questo deve essere dichiarato con chiarezza, ma non può essere usato come pretesto per trasformare il cane in una categoria sospetta.

6. La differenza di standard non può diventare discriminazione normativa

Il Bassotto Tedesco FCI/ENCI segue lo standard FCI n. 148. Il Bassotto Pie Bald WDF/ICBD segue uno standard diverso, privatistico, interno al circuito WDF/ICBD. Questa differenza può avere conseguenze cinotecniche e commerciali: il secondo non deve essere venduto come soggetto ENCI/FCI.

Ma la differenza di standard non dovrebbe diventare una differenza di diritti, obblighi o presunzioni negative.

La domanda corretta non è:

“Ha pedigree ENCI?”

La domanda corretta dovrebbe essere:

“È sano? È tracciato? È stato selezionato responsabilmente? Il proprietario è formato? Il cane è gestito correttamente? Esistono problemi comportamentali reali?”

Se la legge risponde solo alla prima domanda, sbaglia obiettivo.

LEGGETE ATTENTAMENTE QUI SOTTO ADESSO!

Nel confronto tra un Bassotto Tedesco standard FCI con pedigree ENCI e un Bassotto Pie Bald standard WDF con certificazione genealogica privatistica ICBD emerge una criticità evidente: l’attuale ordinamento consente l’esistenza, l’allevamento, la riproduzione e la vendita di entrambi i soggetti, purché vi sia correttezza nella qualificazione commerciale e piena trasparenza verso l’acquirente.

Il Bassotto con pedigree ENCI può essere presentato come soggetto appartenente al circuito FCI/ENCI. Il Bassotto Pie Bald con certificazione ICBD/WDF deve essere dichiarato per ciò che è: un soggetto con genealogia privatistica, non ENCI e non FCI, riferito a un diverso standard associativo.

Questa differenza è legittima sul piano documentale. Diventa invece inaccettabile se viene trasformata in una differenza normativa.

Un Bassotto Pie Bald non diventa pericoloso perché presenta una colorazione non riconosciuta dallo standard ENCI/FCI. Non diventa automaticamente meticcio perché è iscritto a un registro privatistico. Non diventa privo di storia genealogica perché la sua certificazione non proviene dal circuito dominante.

Allo stesso modo, un Bassotto Tedesco con pedigree ENCI non è automaticamente più sano, più equilibrato o più meritevole di tutela solo perché possiede un certificato rilasciato dal sistema ufficiale.

La sicurezza pubblica non può fondarsi sul tipo di pedigree. Deve fondarsi sul cane reale.

Se due cani sono allevati con controlli sanitari, tracciabilità, selezione responsabile, corretta gestione e trasparenza verso l’acquirente, non si comprende perché una legge debba attribuire a uno una posizione più favorevole e all’altro una posizione più gravosa solo in base al registro genealogico di appartenenza.

Il rischio è creare una gerarchia artificiale: da una parte il cane ENCI, riconosciuto e potenzialmente agevolato; dall’altra tutto ciò che è fuori ENCI, ridotto a categoria residuale, sospetta o penalizzata.

Questa impostazione non tutela il cittadino. Non tutela il cane. Non tutela la cinofilia. Trasforma un certificato genealogico in una barriera normativa.

La legge dovrebbe colpire la vendita ingannevole, l’abuso, la riproduzione irresponsabile, l’assenza di controlli sanitari e la mancata formazione dei proprietari. Non dovrebbe colpire chi dichiara correttamente una certificazione genealogica privatistica, lavora su linee alternative e informa l’acquirente in modo trasparente.

Il punto, quindi, non è stabilire se il Bassotto Pie Bald ICBD/WDF sia un Bassotto ENCI. Non lo è, e non deve essere dichiarato come tale.

Il punto è impedire che questa differenza documentale venga usata per trattarlo come cane di minor valore giuridico.

Perché un cane non è il suo certificato.
E una legge seria non dovrebbe creare privilegi o penalizzazioni sulla base del timbro che accompagna il pedigree, ma sulla base di criteri concreti, verificabili e realmente connessi alla salute, alla responsabilità e alla sicurezza.

ARGOMENTO QUESITO:
Se la paura forte è l’inquinamento dei registri ENCI con soggetti fuori standard FCI il problema già non sussiste in quanto l’ENCI non riconosce certificati Pedigree ICBD e quindi non integra questi soggetti nel suo registro allora qual’è il timore assoluto? forse la perdità di introiti per se e per i suoi allevatori? e neanche questo può essere in quanto sempre più spesso allevatori ENCI anche con affisso allevano razze non riconosciute FCI quindi qual’è il timore profondo?